«Vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti». Lc 15,1-10. Se in famiglia un membro si ammala gravemente tutti soffrono per lui. Se, poi, guarisce tutti straripano di gioia. Gli si fa festa e gli si manifesta tutta la tenerezza possibile. Se, al contrario, tutti stanno bene, c’è calma piatta, nessuna esultanza, nessun clamore: tutto è normale, tutto è scotato. Uno porrebbe dire: ma ci vuole una malattia per riconoscere il valore di una persona che ci vive accanto? Di per sè no, però, in quel caso si aprono gli occhi. Dio Padre ama tutti i suoi figli. per Lui tutti contano ma, ovviamente, se uno di loro si perde ne soffre e non vede l’ora di vederne il ritorno. Anche colui che si perde riuscirà a comprendere più chiaramente l’amore di Dio. Quando se ne è privi la vita è un deserto. Cosa possiamo dire: se siamo in grazia gioiamo per la condizione in cui siamo. Godiamo dell’amicizia di Dio. Non diamo nulla per scontato. Ringraziamo per tutto quello che ci viene donato. Se, invece, siamo nel peccato, lontani da Dio, non temiamo di fare ritorno. La casa del Padre è già addobbata per la festa. Dio ha preparato per tutti un destino meraviglioso. Buona giornata