«Tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo». Lc 12,39-48. Le domande primordiali che da sempre l’uomo si pone sul senso della vita sono: “Chi sono? Da dove vengo? Dove vado?”. Ce le poniamo ancora? Abbiamo il coraggio di affrontarle in verità? A me sembra che ci siamo impantanati sul “Che cosa devo fare ora?”. Ci siamo ingolfati sul qui ed ora. La questione filosofica è lasciata a qualche pensatore tanto per fare un po’ di contorno al vero piatto che conta che è l’innovazione scientifica e tecnologica. Ma veniamo alle domande. Al “Chi sono?” potremmo rispondere molto banalmente “Sono un uomo”, simile agli altri esseri viventi che si muovono sulla terra, niente di più. Al “Dove vengo?” potremmo rispondere altrettanto banalmente “Dal grembo di mia madre”, secondo le normali leggi della natura. Al “Dove vado?” la risposta si complica non poco. Si complica perché in base alla risposta che diamo ne deriva una prospettiva di senso di notevole impatto sulla ragione del proprio impegno. “Vado nella terra” o “Vado al Padre”? A partire dalla risposta ne deriva una serie di scelte completamente differenti. Vivere per morire o vivere per andare verso il Padre cambia il cuore di ogni singolo respiro. Meravigliosa vita! Meravigliosa morte! Buona giornata