Nei discorsi da bar capita di sentir dire “la politica è una cosa sporca”. Il vizio consiste nell’attribuire tutti i problemi possibili ed immaginabili a chi governa. Come se il bene e il male di una comunità dipendesse tutto dalle decisioni di poche persone. La politica non è affatto cosa sporca. Siamo noi uomini che ne possiamo fare un uso distorto.
Gesù, a coloro che lo interrogano sulla liceità del tributo a Cesare dice chiaramente che è giusto pagarlo. Gli uomini hanno dei doveri rispetto a chi governa. È ovvio, ugualmente, che chi governa ha dei doveri verso chi li elegge. La cosa importante che va sottolineata è che non c’è da parte di Gesù alcuna spinta all’eversione.
Anche le prime comunità cristiane – i testi neotestamentari lo sostengono da più parti – avevano un atteggiamento devoto e collaborativo con le istituzioni. È importante non alimentare continuamente una contrapposizione tra governatori e cittadini. Tra i due ci devono essere sostegno e corresponsabilità.
Certo è che il rispetto e l’obbedienza civile non devono essere legati alla semplice affinità politica. Dare a Cesare è segno di un’obbedienza più grande. A Cesare è giusto dare il denaro. A Dio, però, va data la vita. È questa la scelta determinante alla quale dedicare molta più cura e attenzione.