«Temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna». Lc 12,1-7. Gesù sta parlando ai suoi discepoli. Li esorta a non aver paura delle persecuzioni. Fanno parte del pacchetto “salvezza”. La morte, però, può toccare il corpo ma non lo spirito. Dice loro di aver timore, invece, di colui che ha il potere di gettare all’inferno. Di primo acchito, si potrebbe pensare che colui che si deve temere è Dio. Dio – si dice – ha il potere di salvare e di condannare. Detta così, però, mi suona piuttosto male. Gesù ha assicurato che è venuto per salvare tutti i perduti. San Paolo afferma che Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati. È possibile pensare che Dio condanni qualcuno al fuoco della Geenna? Penso proprio di no. Chi è allora questo tale da temere? È certamente il diavolo. Ho l’impressione che oggi la più parte ritenga il maligno un semplice essere mitologico. Chi teme il diavolo? Si scherza su di lui, come se fosse innocuo. Questa è la sua forza: l’averci anestetizzati così da non tenere alcuna vigilanza sulle nostre scelte. Siamo in balia del maligno più di quanto ci immaginiamo. Occorre un timore maggiore sul male che facciamo: non è indolore! Perdere la vita è davvero possibile… Buona giornata