«Ho esposto cose che non capisco, cose troppo meravigliose per me, che non comprendo». Gb 42,1-3.5-6.12-16. Penso che conosciate tutti bene il Libro di Giobbe. Ci sono pagine di grande intensità emotiva. Giobbe grida a Dio la sua giustizia. Si sente abbandonato, punito, vilipeso. Tutto sembra giocare contro di lui e non riesce a capire il perchè. Arriva persino ad attaccare Dio, litiga con Lui, Gli chiede spiegazioni. Per di più, è attorniato da amici che parlano a sproposito. Dicono cose che non hanno fondamento. Sono una semplice ripetizione di frasi fatte. La diatriba tra Giobbe, gli amici, Dio si svolge senza peli sulla lingua, da parte di tutti. Giobbe è convinto delle sue ragioni. Gli amici pure. Dio non si sottrae al confronto. Alla fine, Giobbe, incontrando Dio, proprio nel suo dolore più estremo, riconosce la verità. Allora intuisce che tutte le ragioni con le quali supportava la sua difesa erano niente rispetto all’amore di Dio. Non era per le sue ragioni che Dio agiva con Lui. Non c’è corrispondenza tra la giustizia umana e l’amore di Dio. Dio ama anche l’ingiustizia. Era il satana che lo stava perseguitando, non Dio. Dio gli aveva promesso fedeltà, Niente avrebbe mai messo in discussione la sua scelta. L’amore di Dio non si comprende… lo si sperimenta! Buona giornata