«Il popolo non sopportò il viaggio». Nm 21,4b-9. C’è un viaggio da fare. È faticoso. Anche Mosè arranca ma ha promesso a Dio che avrebbe perseverato nell’obbedienza finchè non avesse introdotto il popolo nella terra promessa ai padri. La gente lo insulta, incolpandolo per la situazione di disagio a cui è sottoposta. Mosè non ne può più, ma deve tener duro anche per loro. Rispetto a Israele, Mosè porta nel cuore le promesse di Dio. È la soavità di quelle promesse che lo sospinge nella fatica. Israele deve fidarsi di Mosè ma sono troppe le delusioni che deve sopportare. Mosè ha promesso di tutto e di più ma Israele non vede che prove e disgrazie. L’unica possibilità che ha Mosè di far scoprire a Israele la ragione della sua perseveranza è il viaggio. Occorre andare avanti. La Terra promessa sta oltre il mare, oltre il deserto, oltre la montagna. Non ci si può fermare. Chi si ferma muore. Si ferma solo chi ha perso la speranza, chi ha perso il desiderio di incontrare Dio. Anche il nostro è un viaggio. Ogni comunità cristiana è in cammino con qualcuno a cui è stato fatto vedere la bellezza della fine. O ci si fida o si muore. Buona giornata