«Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male». Lc 6,27-38. Non so esattamente quante volte all’anno la liturgia ci propone questo brano del Vangelo. Sicuramente più volte. E ogni volta è una mazzata. Impossibile rimanere indifferenti. Mi tocca il cuore. Mi interpella personalmente. Mette a nudo la mia condizione di peccato. Ogni volta è un pressante invito a non passare oltre i sentimenti di male che albergano nel cuore. È facilissimo giustificarsi. Si trovano mille motivi per rassicurarsi sulle proprie ragioni. Se si chiude con una persona è perchè si ritiene di aver subito ingiustamente un torto. E quand’anche la coscienza rode, la testa cerca mille motivi per cui rimanere saldi sulle proprie decisioni. Occorre picconare di volta in volta il nostro cuore di pietra. Lasciarsi mettere in crisi. Accettare l’accusa di essere intimamente dei peccatori bisognosi di conversione. In maniera molto onesta, è bene riconoscere che non si riesce a debellare con una semplice decisione della volontà una postura del cuore radicalmente malata. Si possono fare dei piccoli atti di conversione. Piccoli gesti di apertura. E pregare tanto. Solo il Signore può guarirci da così grande cattiveria. Buona giornata