«”Quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?”. E Gesù gli rispose: “Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette”». Mt 18,21 – 19,1. Credo sia la naturale prosecuzione del discorso di ieri sull’inclusione. In una Comunità cristiana ci deve essere la più chiara determinazione nel definire la verità, con le decisioni che ne conseguono e, insieme, la più grande disponibilità alla riaccoglienza di tutti coloro che riconoscono la propria difformità dal Vangelo. Non ci deve essere la garanzia di non cadere più nelle stesse deviazioni ma solo il desiderio di mettersi nuovamente in cammino. Se in una Comunità una persona sbaglia, e lo ammette, non dovrà mai essere abbandonata o esclusa ma accompagnata con ancor più attenzione. I problemi più grossi in una comunità cristiana non li si hanno con i peccatori ma con quelli che credono di essere nel giusto. Proprio come Gesù con i farisei. I peccatori sono i più amati da Dio perchè sanno dove tentare una conversione. I giusti, pieni di sè, non vedono minimamente le proprie falle e così si rendono indisponibili ad ogni discorso di cambiamento. Credo che ci serva una Chiesa più chiara nel definire i confini del bene e altrettanto benevola nell’accompagnare i peccatori. Buona giornata