Forse, nel nostro immaginario, la parola “fantasma” fa venire in mente quegli spiriti non ben identificati che, velati di bianco, spaventano chi disturba la loro quiete. Sono figure fittizie, spesso legate alla fantasia, che però non hanno alcuna consistenza. Ecco: al tempo di Gesù la parola fantasma indicava, invece, l’apparizione reale di una persona.
Nel Vangelo di Giovanni, questo avvenimento è posto dopo la risurrezione. Potremmo pensare che la sua collocazione più corretta sia proprio questa. Gesù risorto è un fantasma. Cioè è un’immagine di Gesù che necessita un riconoscimento. Il Risorto sta con i suoi discepoli ma occorre imparare a riconoscerlo.
Come fanno Pietro e gli altri discepoli a riconoscerlo? Dalle sue parole. Anche nell’apparizione a Maria Maddalena Gesù è riconosciuto quando apre la sua bocca e la chiama per nome. Ma chi è che riconosce la sua voce? Solo le sue pecore. Quelle pecore che stanno con Lui e lo seguono assiduamente.
Chi ascolta e segue Gesù diventa anche lui come un risorto. Tant’è che Pietro, sostenuto da Gesù, cammina come Lui, sulle acque. Chi si abbandona a Gesù affronta ogni pericolo e ogni paura con grande serenità. Il problema è che la fede vacilla… e Pietro sprofonda! Occorre gridare per essere salvati.