«Come l’argilla è nelle mani del vasaio, così voi siete nelle mie mani». Ger 18,1-6. Trovo questa immagine meravigliosa. Il vasaio, quando modella un’opera, ha un progetto ben definito. Mentre esegue il suo lavoro può capitare che una mossa sbagliata rovini l’opera che aveva in mente. Non butta via la creta ma la riprende per rimodellarla secondo il suo intento. Ecco: siamo fatti di un materiale buono che non può essere scartato. Mai. Anche se uno combina qualcosa di grosso non può essere essere trattato come uno scarto. Deve essere assolutamente recuperato e risplasmato. Quante volte capita che in forza di un errore della vita ci abbattiamo e ci consideriamo uno schifo. Non riusciamo più a risalire la china della vita. Sentiamo gli sguardi degli altri come un’accusa insopportabile. Anche con chi ha sbagliato abbiamo questo tipo di postura. Dio ci insegna tutt’altra visione. Siamo tutti belli e buoni. A volte un po’ ammaccati. Ma tutti riparabili. Si può cambiare, si può ripartire. Nessuno è inesorabilmente rovinato. Questa è la concezione pasquale della vita: tutto ciò che sembra morto è, in realtà, potenziale vita nuova. Guardiamo e guardiamoci così: sarà un cambio di prospettiva davvero salvifico. Abbiamo bisogno di un po’ di speranza. Buona giornata