«Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sodòma sarà trattata meno duramente di te!». Mt 11,20-24. Ci sono diversi brani biblici dove si evidenzia come nell’oggi della storia la condizione di vita dei buoni e dei cattivi è la medesima. Sembra che fare il bene sia inutile e che fare il male non abbia conseguenze. Fortissima la tentazione, anche per chi ha un’esperienza di fede, di pensare che non valga la pena mantenere uno stile di vita evangelico. Quanti giovani mi hanno confessato che credere non serve a niente perchè non ha incidenza pratica sul benessere immediato… Purtroppo, ci siamo orientati a leggere la vita nella sola condizione terrena. L’oltre non è contemplato. In realtà, la fede ha proprio come prerogativa quella di far leggere la vita in chiave escatologica. È il futuro che ci dà una chiave di lettura originale dell’oggi. Noi cristiani siamo proprio quelli che vivono nell’oggi con lo sguardo al Padre. Non è un esilio dal mondo ma è un modo di leggere il mondo nella sua dimensione preparatoria al cielo. Come si vive il mondo non è indifferente all’esito del nostro destino. Il bene o il male fatto qui emergeranno chiaramente solo alla fine. A me sembra bellissimo! Buona giornata