«Se ricercherai la Sapienza come l’argento, allora comprenderai il timore del Signore». Prv 2,1-9. Niente è scontato. Nella vita tutto è a nostra disposizione ma noi dobbiamo metterci del nostro per farlo fiorire. Non si dica che chi ha conseguito un determinato risultato ha solo avuto fortuna. È un tentativo assurdo di banalizzare l’opera dell’uomo che, al contrario, deve avere tutta la nostra stima e ammirazione. San Benedetto per diventare  quello che è stato ha dovuto metterci impegno, costanza, fatica, sacrificio. E ha insegnato a schiere infinite di uomini e donne il suo stesso carisma monastico. La vita spirituale non è un sentire sentimentale ma una vera e propria disciplina. I monaci ci insegnano una dedizione encomiabile nell’approfondimento delle Scritture e della realtà. Questa dedizione alla ricerca della verità deve diventare, anche per noi, sempre di più, un obiettivo a cui  tendere. Non la ricchezza ma la sapienza deve avere la preminenza. Dedicarsi alla ricchezza appare, nell’immediato, molto piò avvincente e, per certi versi, soddisfacente rispetto alla dedizione alla vita nello Spirito. Ma questo non deve  condizionare e frenare lavoro sui nostri pensieri e sulla nostre idee. I monaci sono una memoria importantissima di quello che dovrebbe diventare prioritario per tutti. Buona giornata