«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino». Mt 10,7-15. Dalle origini ad oggi ne è passata di acqua sotto i ponti. Se immaginiamo l’evangelizzazione a come l’ha pensata Gesù rispetto a come è oggi, non è difficile riconoscere che c’è un abisso. All’inizio, c’era “solo” la bellezza del Vangelo, il fascino di un amore più forte del peccato e della morte. Gli uomini spalancavano il cuore nell’ascoltare una tale notizia. Vivere dentro questo amore cambiava la loro vita. Non c’era bisogno di niente, nè di stutture, nè di cene, nè di oratori… Oggi siamo vincolati a tutta una serie di abitudini, di tradizioni, di consuetudini. La nostra pastorale è più conservativa che innovativa. Che cosa stiamo dicendo al mondo di così affascinante perchè si senta attratta dalla bellezza del Vangelo? Ci sono degli stereotipi che, assolutizzati, hanno ingessato la Bella Notizia. Lo ripeto spesso: forse la crisi della Chiesa è proprio voluta dallo Spirito Santo. Forse c’è bisogno di concludere con la religione cristiana e iniziare con la fede evangelica. Non sarà la nostra generazione a vedere questo passaggio… io stesso faccio una fatica enorme ad emanciparmi dal mio modo di fare il prete! Ma lo Spirito sta preparando qualcosa di molto bello! Buona giornata