«Imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà». Mt 9,18-26. Penso a tutti i sacramenti che celebriamo: c’è sempre una imposizione delle mani o qualcosa di simile. Ne abbiamo bisogno. Un bambino che viene presentato per essere battezzato già vive. Eppure si avverte l’urgenza di versargli dell’acqua sulla fronte per superare la paura della morte. Un ragazzo che si presenta per ricevere la cresima e la comunione cammina con le sue gambe. Eppure avvertiamo l’urgenza di rafforzarlo con l’olio del crisma e rimpinzarlo con il pane. Due giovani che si presentano per sposarsi, già si amano. Eppure hanno bisogno che il loro consenso venga raccolto e benedetto da Dio. Un giovane che si presenta per essere ordinato è preparato da anni per svolgere la sua missione. Eppure ha bisogno dell’imposizione delle mani del Vescovo per essere riempito dello Spirito. Un peccatore che si presenta per chiedere perdono è già pentito per il male compiuto. Eppure ha bisogno di ricevere l’assoluzione per liberarsi dal senso di colpa che lo attanaglia. Un ammalato che si presenta per ricevere l’unzione sente incombere la morte. Eppure, basta un po’ di olio per sentire che la vita ricevuta nel battesimo è più forte della morte. Con i sacramenti riceviamo la vita per non morire. Non sono semplici formalità. Siamo troppo superficiali. Buona giornata