«Vino nuovo in otri nuovi». Mt 9,14-17. Il tempo ha avuto un’accelerazione incredibile. La mia generazione ha vissuto dentro la lentezza dei cambiamenti. Tutto era sostanzialmente equilibrato. Certo, i giovani spingevano per le riforme ma sempre dentro uno contrappeso di forze che non permettevano grossi sconvolgimenti. Oggi, un cambiamento, appena lo si compie, è già vecchio. Penso alla fede. Per secoli, la Chiesa ha annunciato il Vangelo attraverso la catechesi e i sacramenti. C’erano anche un tempo quelli che si ribellavano ma l’obiezione era più sulla forma che sulla sostanza. Bastavano dei piccoli accorgimenti e l’annuncio riprendeva la sua incisività. Oggi non è più così. Crediamo che con delle strategie nuove possiamo riacquistare terreno. Ma non è possibile. Non si può mettere il vino nuovo in otri vecchi. Così come non si può mettere vino vecchio in otri nuovi. Gesù annuncia cose nuove. Esige da noi un cambio degli otri. Il suo vino rimane buono, dall’inizio fino alla fine. Ogni volta che si cerca di rinnovare qualcosa si incontrano sempre tante opposizioni. Si vorrebbe ripetere il passato. Per poi lamentarsi che il passato è sterile. Occorre stravolgere il nostro modi di essere Chiesa. Come? Fidandoci più del Vangelo che delle nostre tradizioni. Ci proviamo insieme?. Buona giornata