«Che vuoi da noi, Figlio di Dio?». Mt 8,28-34. È la domanda sprezzante che due indemoniati – così definiti dal Vangelo – rivolgono a Gesù. Fa tremare il livello di questa sfacciataggine. È proprio diabolica. Ma quanti sono gli uomini e le donne del nostro tempo che, senza usare queste parole così dirette, con i loro atteggiamenti hanno lo stesso piglio nei confronti di Gesù? Di per sè – nel Vangelo è chiarissimo – i demoni sono quelli che hanno più coscienza della divinità di Cristo. Ne avvertono la provocatorietà. Vorrebbero tacitarlo per non smuoversi dalla loro condizione. Mi fa paura constatare che la maggior parte delle persone, oggi, nemmeno si lasciano interpellare da Cristo. Per certi versi, meglio i demoni che hanno fede e si sentono scossi, piuttosto che i tiepidi che non hanno alcuna reazione rispetto al vangelo che Gesù annuncia. Penso a tutti i filosofi che hanno scritto pagine e pagine contro Gesù: almeno avevano l’intelligenza e l’interiorità che li faceva intavolare una serrata diatriba con il messaggio sconvolgente del Messia… Oggi, per lo più, è l’indifferenza che la fa da padrona. Ognuno di noi deve porre questa domanda a Gesù! È una domanda spaventosa ma che obbliga a una scelta. Gesù amava provocare la libertà: la tiepidezza non lo convinceva affatto. Buona giornata