«Erode fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni. Vedendo che ciò era gradito ai Giudei, fece arrestare anche Pietro». At 12,1-11. Uccidere fa felici. È assurdo, ma è così. Se c’è qualcuno che è particolarmente inviso, l’autorità di turno la toglie di mezzo per acquistare un consenso ancor più solido. Provate a pensare quanto rende, in termini elettorali, la promessa di alcuni partiti politici di contrastare pesantemente il processo migratorio. È chiaro che, soprattutto in alcuni centri, la gente è esasperata dai disagi che gli immigrati non integrati compiono ma la soluzione che alcuni politici paventano è chiaramente disumana. Eppure, nonostante questo, la rabbia più intestina appoggia scelte contrarie ad ogni minimo standard etico. I cristiani davano fastidio al sistema così come gli immigrati oggi. Sollecitavano un cambiamento delle tradizioni, delle leggi, dei costumi. Per noi oggi sono il meglio ma per quella società no. E il capo di turno traeva vantaggio da questo disagio attraverso politiche repressive apprezzate dal popolo. Stiamo attenti ad invocare soluzioni facili e sbrigative. Ogni situazione che ci provoca deve essere un’occasione per dialogare e per crescere in umanità. Uccidere non risolve nulla. Tant’è che ucciso Giacomo e imprigionati gli altri discepoli, il cristianesimo si è ugualmente allargato a dismisura. Buona giornata