«Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome?». Mt 7,21-29. Mi chiedo spesso: ma i cristiani che frequentano le nostre comunità sono più legati a Gesù o alle loro tradizioni? I miei più grandi scontri sono sempre sugli usi e sui costumi, non sulla fede. Io posso proclamare tutto il Vangelo che voglio ma guai toccare ciò che si è “sempre fatto”. Sembra che la fede si sia cristallizzata in pratiche e consuetudini. Non c’è nessuno sforzo nella riformulazione della fede. Tutto deve rigorosamente ripetersi. Sembra che non fare una determinata pratica significa perdere la fede. Ma questa cosa è totalmente contraria al Vangelo. Gesù non ha fatto altro che contestare le tradizioni chiedendo di andarne a scoprire la radice. All’inizio di tutto c’è l’iniziativa di Dio, il suo amore gratuito. Se non si trova più questa linfa fondamentale la nostra vita filiale di atrofizza. Le tradizioni sono vuote e non sono generative. E si vede. Anche il Vangelo di oggi ci ricorda che non potremo presentarci davanti a Dio con la schedina delle nostre processioni eseguite e dei nostri stendardi esibiti. Il Signore non guarderà a queste cose. Guarderà quanto abbiamo amato. E se le nostre usanze ci portano a scontrarci, facciamoci un bel esame di coscienza. Buona giornata