«Entrate per la porta stretta». Mt 7,6.12-14. Una mamma, in questi giorni, mi ha confidato che dopo il delirio modaiolo di una educazione impostata sullo spontaneismo dei piccoli si sta, via via, ritornando al rispetto delle regole e al riconoscimento del ruolo imprescindibile dell’educatore. Finalmente direi. È chiaro che sarebbe bellissimo assecondare la libera iniziativa dei piccoli ma occorre fare i conti con il peccato che si nasconde nelle pieghe più recondite del cuore di tutti gli esseri umani. C’è bisogno di dire dei sì e dire dei no. Questa è la strada stretta. Capisco che per gli educatori è molto più semplice lasciar andare le cose senza porre troppi paletti. Più comodo ma non efficace. Occorre che i piccoli facciano esperienze di opposizioni e di dinieghi. Le lacrime non sono sempre un danno. Affrontare la fatica del piegarsi ad una prospettica comunitaria a discapito di una individuale è un processo fondamentale di crescita. Per esperienza, ho memoria di momenti durissimi dove i miei genitori ed educatori mi hanno costretto ad alcune scelte. Sono stati abusi di potere? Io credo di no. Al momento li percepivo così ma, con il tempo, ho potuto riconoscerne la saggezza e la lungimiranza. Sforziamoci tutti ad entrare per la porta stretta. Buona giornata