«Mentre continuavano a camminare conversando, ecco un carro di fuoco e cavalli di fuoco si interposero fra loro due. Elìa salì nel turbine verso il cielo». 2Re 2,1.6-14. Eliseo vive in una condizione di passività e menefreghismo. Elia, il grande profeta, lo chiama a seguirlo. Non si sa perchè ma Eliseo non esita a rispondere positivamente alla richiesta. Stando con Elia, Eliseo impara ad apprezzarne la statura di uomo di Dio e desidera fortemente diventare come lui. Capisce che non può essere semplice questione di apprendimento. Chiede ad Elia di donargli la sua santità. Anche Elia non è tale per virtù proprie. Tutto è dono di Dio. L’unica cosa che può fare Elia è chiedere a Eliseo di stagli vicino e di fidarsi dell’opera di Dio. Avere delle grazie del cielo richiede come prerequisito la fede e la perseveranza. Nel momento in cui meno ce lo si aspetta Dio è capace di gesti strepitosi. Non è Elia che dona i propri carismi ma è Dio che li trasferisce ad Eliseo. Ci sono gesti e atteggiamenti molto semplici: c’è una sequela tenace e c’è un mantello donato. Cose molto normali ma che hanno un potere trasformante oltre l’immaginabile. Stiamo nella Chiesa da credenti… facendo semplicemente quello che ci è stato insegnato:  ne vedremo delle belle! Buona giornata