«Quando sentì che Nabot era morto, Acab si alzò per scendere nella vigna di Nabot di Izreèl a prenderne possesso». 1Re 21,1b-16. Acab, con la complicità della moglie Gezabele, non ha scrupoli ad uccidere Nabot per sottrarrgli la vigna. La prepotenza è sfacciata: non la ottiene con le buone, la ottiene con le cattive. È l’onnipotenza del potere. Schiaccia tutti e tutti si sottomettono in silenzio. Ci scandalizza molto questo atteggiamento ma non crediamo che il potere non agisca così anche oggi. Utilizza forme più subdole ma altrettanto efficaci. Oggi il potere sono i soldi. Con i soldi si compra tutto. Difficilissimo sottrarsi alla corruzione del denaro. Ci scandalizziamo tanto delle tangenti date ai politici ma le tangenti ci sono anche nella vita ordinaria. Quanti silenzi, quante omertà, quanti sotterfugi tacitati con il vil denaro. E chi ci rimette sempre? I poveracci. Nabot non voleva vendere la vigna perché era la terra dei padri. Era un segno della benedizione di Dio. Venderla sarebbe stato affermare che i doni di Dio sono barattabili… Tiene testa alle laute offerte di Acab. Tanto di cappello. Saremmo capaci di fare altrettanto? Abbiamo ancora dei principi che valgono più dei soldi? A voi l’ardua sentenza. Buona giornata