«Come mai gli scribi dicono che il Cristo è figlio di Davide?». Mc 12,35-37. Gesù è figlio di Giuseppe. Giuseppe appartiene alla stirpe di Davide. Gesù, quindi, è figlio di Davide. Ma c’è dell’altro. E questo “altro” sfugge. Ma è proprio su questo “altro” che Gesù vuol portare l’attenzione dell’uomo. Si tratta di uscire dallo scontato per entrare nel sorprendente. La storia non è una ruota che gira sempre uguale a se stessa. La storia è l’intreccio mirabile della libertà dell’uomo con l’azione di Dio. L’avvenimento cristiano si è reso possibile con il sì di Maria e di Giuseppe. Con la loro umanità hanno dato concretezza e visibilità all’opera di Dio. Loro non sono spariti nel nulla. Non sono stati cancellati. Anzi. La loro umanità è brillata proprio grazie alla loro interazione con Dio. Gesù non vuole passare come un grande uomo. Non gli importa la sua fama. Quando qualche intellettuale esprime apprezzamenti sul pensiero innovativo di Gesù non gli rende onore. Gesù desidera che la sua umanità mostri il volto di Dio. Non è il suo genio al centro. Non vuole promuovere la sua individualità. C’è da cogliere la presenza di Dio dentro la carne. Qui sta il proprium del cristianesimo. Buona giornata