Sentivo qualche giorno fa un intervento di un tale che argomentava circa l’assurdità della credenza cristiana nella presenza reale di Gesù nell’Eucaristia. Spiegava come scientificamente non si possa sostenere alcuna alterazione del pane da prima a dopo la consacrazione. Significa, quindi, che il pane è pane e non è la carne di Gesù.

Già nel magnifico inno eucaristico che san Tommaso scrisse si affermava senza alcuna dubbio che “la vista, il tatto e il gusto non sono in grado di cogliere la presenza”. È la fede la chiave di lettura. La fede – è bene ricordarlo – non è un autoconvincimento ma uno sguardo diverso sulla realtà.

La fede è equiparabile all’amore. Che differenza c’è tra una persona prima e dopo che uno si innamori di lei? Nessuna. Eppure il desiderio e l’attrazione verso quella persona è totalmente diversa. Qual è la spiegazione? La fede mostra una verità che supera l’apparenza. L’apparenza rimane ma c’è dell’altro.

Gesù è il pane della vita! Come chi mangia il pane alimenta la vita biologica, così chi mangia Cristo alimenta la vita divina. Mangiare Cristo significa vivere di Lui, della sua Parola, della sua presenza. E la sua presenza è nella celebrazione. Fuori dalla celebrazione la fede rimane pura astrazione. Non si può capire.