«Cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro che aveva fatto». Gen 1,26- 2,3. Dio lavora. Il suo lavoro è creare. Ogni parola che pronuncia è qualcosa di nuovo che prende vita. Anche l’uomo lavora. Ma il suo lavoro non è creare ma trasformare. Anche la trasformazione è creativa ed esprime il cuore dell’uomo. Sappiamo quanta fatica fa un giovane a trovare il lavoro che si addice alla sua indole. Se il lavoro non esprime il cuore è una fatica impossibile. Il lavoro definisce una persona. Ci sono lavori umili e usuranti che nobilitano chi li esercita tanto da renderli veri e propri artisti. Ci sono lavori qualificati e di livello che, al contrario, svolti in maniera superficiale e arrogante, squalificano chi li svolge. Il lavoro è il modo attraverso il quale serviamo i fratelli. È un modo nobile per amare e aiutare chi ci vive accanto. C’è, però, un tempo in cui è necessario non lavorare. Significa prendere la giusta distanza da noi stessi. Guardare ciò che abbiamo fatto. Non legarci avidamente ai guadagni che il lavoro ci procura. I guadagni possono essere sia economici che autoaffermativi. Riflettere su come lavoriamo e perchè lavoriamo non è per nulla una perdita di tempo. È questione di 01qualità. Buona giornata