In tutto quello che facciamo c’è uno scopo. Un bambino va a scuola per imparare a leggere e scrivere. Un giovane frequenta una ragazza perchè desidera sposarla. Un adulto lavora per portare a casa il sostentamento per la famiglia. Tutto quello che l’uomo fa ha un obiettivo preciso.
Non è detto, però, che l’obiettivo che si pone lo riesca a realizzare fino in fondo. Magari lo realizza solo in parte. Ovviamente, se è così, non è contento, non è soddisfatto. Può fare diverse scelte: o ritenta nuovamente l’impresa per raggiungere lo scopo prefissato, o si accontenta di quanto raggiunto o abbandona l’opera, considerandola irrealizzabile.
Anche Dio ha i suoi obiettivi. Ha creato il mondo per la felicità dell’uomo. Ha mandato il Figlio per salvare chi è perduto. Non desiste da questi obiettivi, anche quando non si realizzano. Non chiude gli occhi sul fatto che la realtà non è ancora conforme alla sua volontà. Guarda, osserva e reagisce.
Dio non si accontenta. Se ha piantato una vigna, vuole che la vigna produca uva buona. Se la vigna non produce uva buona ci saranno dei motivi. Occorre rimuovere le cause di questa infruttuosità. Magari mettendo in atto scelte radicali di estirpamento. Non per vendetta ma perchè l’obiettivo sia raggiunto. Dio porta a compimento la sua opera.