«C’è un tempo per conservare e un tempo per buttar via». Qo 3,1-11. La tentazione dell’accumulo è innata nell’uomo . C’è chi conserva tutti i biglietti dei musei visitati. C’è chi custodisce tutti i quaderni e i libri di scuola. C’è chi mette in cantina o in soffitta tutti gli oggetti usati perchè “non si sa mai”. Ad un certo punto, però, si rende necessario liberarsene o perchè occorre spazio o perchè si cambia casa o perchè si muore. C’è un tempo per conservare e c’è un tempo per buttare: acquisire libertà nell’uno e nell’altro caso è quanto mai salutare. C’è anche un’altra tentazione di accumulo. È quella che riguarda il cuore. C’è chi conserva rancori. C’è chi non dimentica i torti subiti. C’è chi rimugina su esperienze faticose del passato. Anche per queste cose arriva il tempo per la resa. Quella resistenza al trattenere è l’esatto contrario della logica del Vangelo che ci ricorda: “chi perde la sua vita la trova, chi la cerca di trattenere la perde”.  Lasciar andare è vivere nella consapevolezza dell’essere mortali. È riconciliarsi con la necessità di perdere tutto. Nudi siamo entrati nel mondo e nudi vi usciremo. Impariamo a spogliarci, iniziando dalle cose che più ci appesantiscono. Buona giornata