«Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti». Lc 8,19-21. È un tema ostico, questo. Sembra una sgarberia quella di Gesù nei confronti dei famigliari. In realtà, Gesù intende solo indicare la priorità. Nessun legame, nemmeno quello di sangue, può condizionare la propria missione. In questo specifico caso, Gesù era occupato nella evangelizzazione della folla. In sostanza, stava adempiendo al mandato del Padre. Fare la volontà di Dio viene prima di tutto. Il fatto che dei famigliari intendano sottrarlo a questa missione, semplicemente sulla scorta della parentela, non è per lui tollerabile. Faccio un esempio, magari ci si intende meglio. Poniamo il caso di due novelli sposi. La loro missione consiste nel diventare una sola carne. Ossia, fare in modo che tra loro ci sia una fusione sempre più raffinata fino a ridurre ogni distanza. È una operazione molto difficile. Richiede tanta ascesi. Capita che papà o mamma interferiscono, con intenti magari anche buoni, ma sulla scorta del legame di sangue: “Sei nostra figlia, sei nostro figlio, ci devi ascoltare!”. È giusto o no che il figlio o la figlia di turno si sottraggano a questo intervento manifestando la loro intenzione di adempiere anzitutto alla volontà di Dio? Non ho dubbi che avete capito molto bene… Buona giornata