«Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori». Mt 9,9-13. Incontro persone che manifestano una sicurezza rispetto al loro vissuto e al loro comportamento che io mi sogno. Continuamente mi metto in discussione. Mi sembra di non essere mai adeguato alle situazioni che devo gestire. Mille domande. Sarà giusta una scelta o sarà giusta un’altra. I riscontri non sono mai univoci. Una scelta trova sia consensi che dissensi. Come, allora, capire se una scelta è giusta. Mi sembra di poter dire che non esiste uomo che possa ritenersi capace di scelte impeccabili e incontestabili. Chi si atteggia con la boria del “giusto” non ha il cuore aperto alla conversione e non può essere raggiunto dal Vangelo. Il “peccatore”, al contrario, conscio del proprio limite, rimanendo aperto all’ascolto, può effettivamente cambiare atteggiamento e rivestire le sue azioni di prospettive evangeliche. Per questo, Gesù si dichiara a servizio dei peccatori e non dei giusti. Chi è persuaso della propria giustizia non è interessato alla Parola, è inutile perdere tempo. Questo non vuol dire che Gesù odia i giusti ma, semplicemente, preferisce occuparsi di chi vuole cambiare rispetto a chi non lo vuole. Mettiamoci continuamente in discussione perchè non capiti che la Parola di Gesù non ci raggiunga. Buona giornata