È una profezia di Isaia. Israele deve essere il popolo che fa da capofila al disegno di Dio di fare di tutti gli uomini un cuore ed un’anima sola. La scelta d’Israele come popolo eletto non è una scelta di esclusività ma principio di un processo teso ad aggregare l’umanità intera. Israele è chiamato ad essere segno di comunione.
Purtroppo, Israele inizia a considerare l’amore di Dio in senso esclusivo. Tutti coloro che non sono ebrei sono considerati pagani. La missione ad essere casa per tutti i popoli viene totalmente misconosciuta. Per un ebreo, Dio non ascolta un uomo che non appartiene al popolo eletto.
Quando una donna cananea, pagana, grida a Gesù, da buon ebreo fa orecchio da mercante. Non ascolta. I discepoli sembrano più buoni di Gesù. In realtà, per loro, prestare ascolto alle suppliche della donna è questione di semplice elemosina. Questa donna grida e, per compassione, va ascoltata.
Gesù, in realtà, vuole portare i discepoli a capire che l’ascolto va reso perchè questa donna è una pecora dispersa del popolo d’Israele. Va ascoltata perchè è una figlia. Anche lei appartiene a Dio, tanto quanto loro. L’ascolto che gli va riconosciuto è in forza del suo appartenere al Padre. Non elemosina, quindi, ma fraternità.