«L’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne». Mt 19,3-12. Ho fatto un colloquio, qualche giorno fa, con una coppia di fidanzati. Ho parlato loro del diventare “una sola carne”. È il progetto di Dio sull’umanità intera. Il matrimonio è sacramento di questa unità nella diversità. Dio, quando ha creato l’uomo, non l’ha pensato come individuo ma come comunione. Proprio a sua immagine: tre persone, un unico Dio. Mi sembra una cosa bellissima. La ragazza mi ha interrotto e mi ha detto che questa prospettiva le faceva molto paura. Diventare una carne sola porta a perdere la propria individualità, i propri spazi, il proprio io. Certo che sì! Chi non rinnega se stesso non può perseguire il disegno di Dio. Il Figlio di Dio ha rinnegato se stesso per il Padre… Il matrimonio non è una via di autorealizzazione ma una via di santificazione. Qui sta la differenza sostanziale tra l’idea di matrimonio cristiano e non cristiano: nel matrimonio cristiano i due nubendi perseguono uno scopo che non è il loro appagamento ma la gioia di un altro. La gioia di Dio e del partner. Al primo posto non se stessi ma l’altro. Difficile? Certo che sì! Ma meraviglioso! Divino! Buona giornata