«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra». Mt 11,25-27. Abbiamo letto questo brano poche domeniche fa. Sottolineavamo come Gesù usasse queste parole a seguito di un calo di popolarità e a fronte di una sempre più crescente opposizione da parte delle élite politiche e religiose del tempo. Non c’è nulla che ottenebri nel Figlio la sua fiducia e il suo abbandono totale al Padre. Non ci sono ostilità, malattie, persecuzioni, ingiustizie, sofferenze capaci di mettere in discussione l’affidabilità del Padre. Persino la morte. Quando muore l’amico Lazzaro, davanti alla tomba ancora chiusa, con le lacrime agli occhi, Gesù prega: «Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato. Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Basta avere una fede grande quanto un minuscolo seme di senape per spostare le montagne. È proprio così. Non c’è ostacolo insormontabile. Chi conosce il Padre affronta ogni situazione con la consapevolezza che, anche se apparentemente tutto va male, nella provvidenza di Dio si trasforma in occasione di lode. Afferma con lucidità san Paolo: «Tutto concorre al bene per coloro che amano Dio». Coltiviamo con cura questa chiave passepartout della vita che è la fede. Buona giornata