Sembra che nello spirito ci siano logiche simili a quelle economiche. Chi è ricco è sempre più ricco e chi è povero è sempre più povero. Ci appare ingiusto. Com’è che qualcuno sembra destinato alla pienezza e qualcuno alla privazione? Non sarebbe più giusto che tutti fossero trattati alla stessa maniera?
In realtà, tutti siamo uguali. Nello spirito tutti partiamo dalle stesse condizioni. Tutti abbiamo il cuore capace di ascoltare e rispondere alla relazione con Dio. Se provate a far pregare un bambino vedrete che non vi farà alcuna obiezione. Anzi, troverà la preghiera bella e corrispondente al suo desiderio più profondo.
È quando inizia a mettersi in gioco la libertà e la volontà che le cose cambiano. Da questo punto ognuno sceglie se potenziare questa relazione o interromperla. È chiaro che chi ci investe arricchirà sempre più il suo rapporto con Dio e chi farà la scelta contraria lo perderà.
Quante volte mi capita di parlare con persone che mi confessano come il loro amore verso Dio sia come un vortice in crescendo: una volta entrati nel Mistero il desiderio di intimità e di preghiera aumenta sempre più. Chi investe in Dio scopre l’abbondanza, chi lo snobba perde anche quel poco che ha.