«Amasìa disse ad Amos: “Vattene, veggente, ritìrati nella terra di Giuda”». Am 7,10-17. Amos è un contadino. Ama il suo lavoro. Vive la sua relazione con Dio ma non svolge alcun ministero all’interno del suo popolo. Ad un certo punto, il Signore, inaspettatamente lo chiama. Lo invita a profetizzare, a chiedere al re di convertirsi. Non è entusiasta di questo mandato ma a Dio non si può disobbedire. Manifesta al re tutte le conseguenze nefaste a cui sta andando incontro lui e tutto il popolo qualora non cambi vita. Il re non si ravvede. Anzi. Scaccia Amos e lo squalifica, ridicolizzando le sue origini. Amasia, è circondato dai suoi profeti. Se li è scelti per bene. Gli dicono sempre cose belle, approvando le sue scelte e i suoi progetti. Questi profeti mangiano alla sua corte, non possono fare altrimenti se vogliono continuare ad avere i privilegi di cui godono. Non è diverso da oggi. Ognuno parla sostenendo le tesi che gli sono più vantaggiose. Non è il bene che ha la preminenza. Chi cerca di testimoniare il Vangelo viene cacciato dagli organi di comunicazioni più influenti. Lasciamo che qualcuno ci inquieti e ci metta in crisi. È molto probabile che venga da Dio. Buona giornata