«Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?». Mt 8,23-27. Non so se oggi qualcuno dovesse far tacere la potenza del vento o il fragore del mare riceverebbe tanta attenzione e meraviglia. Forse ci si interrogherebbe su quale tecnica abbia utilizzato ma, di certo, non gli si riconoscerebbero qualità soprannaturali. Tutto si ritiene spiegabile e se non è spiegabile immediatamente si ritiene che occorre ricercare per arrivare ad una spiegazione al più presto. Eppure, c’è qualcosa che sfugge in ciò che accade. I fisici ci dicono che esistono fenomeni sorprendenti che sfuggono a criteri scientifici assodati. Ovviamente, la scienza non può qualificare tali fenomeni come provenienti da Dio ma una domanda la suscitano. Chissà perchè non accettiamo più la presenza di Dio. Chissà perchè la sentiamo come riduttiva per la nostra intelligenza. Avere fede appare come una soluzione di basso profilo. Stupirsi, ammettere la propria finitezza, mi sembra, invece, un atto degno del mistero che circonda la vita. Nel momento in cui si accoglie Dio si ha modo di riconoscerne l’azione. Nella preghiera trovo la corrispondenza di Dio in tantissime situazioni complesse. Mi sembra più antiscientifico non credere. Perchè è negare preventivamente una possibilità. Apriamoci al fascino del mistero. Buona giornata