I versetti della Bibbia nei quali il Signore invita alla gioia non si contano. “Gioisci figlia di Sion”, esorta il profeta Sofonia. “Rallegrati Maria!”, annuncia l’Angelo Gabriele. “Pieni di gioia” escono dalla grotta di Betlemme i pastori. “Pieni di gioia”, abbandonano il sepolcro i discepoli. La gioia è il tratto specifico di chi ha incontrato il Signore.
Oggi ci sentiamo esortati da san Paolo ad essere “gioiosi”. Già altre volte l’ho ricordato ma non mi stanco di ribadirlo: la tristezza è un vizio. Non è un sentimento. Chi non gioisce è perchè si è abituato a vedere nero. Occorre esercitare la virtù della gioia.
Come si fa? Quando le cose vanno male bisogna che si impari a ricercare le cose che vanno bene. La nostra vita non è mai tutto bene ma nemmeno tutto male. Quanto ascoltiamo le notizie del mondo, del paese, del bar? E quanto ascoltiamo le notizie del Vangelo? Quali notizie tra queste hanno più peso in noi?
Qui sta la differenza. Chi partecipa alla Liturgia e ascolta il Vangelo non può che abbandonare le mura della chiesa con una gioia straripante! Gesù è con noi, è risorto, è vivo! Con Lui stiamo camminando verso il Padre. Per che cosa dobbiamo essere ancora preoccupati?