«Questioni relative alla loro religione e a un certo Gesù, morto, che Paolo sosteneva essere vivo». At 25,13-21. L’altro girono una amica mi riferiva di un suo conoscente arrivato ormai allo stadio terminale della malattia. Era scossa e mi confessava la sua incapacità di dire qualcosa di fronte alla consapevolezza del suo amico di essere vicino alla morte. Non ho avuto tentennamenti: a questo uomo che sta morendo e manifesta il suo sgomento, da cristiani, abbiamo qualcosa da dire, eccome! Qualcosa di molto importante: la morte non è l’ultima parola! Gesù è risorto e chi è unito a Lui con Lui risorge! Questa è la notizia fondamentale del Vangelo! Paolo ha messo a repentaglio la sua incolumità per testimoniare questa verità. Dalle Lettere che l’Apostolo scrive è evidente che pochi erano quelli che credevano al suo annuncio. Ma non demordeva. Ad ogni funerale annuncio questa verità, non ho altro di significativo da dire. Tutti i discorsi tesi a decantare il passato di una persona servono semplicemente a far sgorgare qualche lacrimuccia. Ma il dato schiacciante della morte rimane inesorabile. Il Vangelo è una novità ancora oggi. Non c’è nulla di più sconvolgente. Stiamo a cercare chissà quale strategia di annuncio ma se non proclamiamo la risurrezione niente giova! Buona giornata