«Confutava infatti vigorosamente i Giudei, dimostrando pubblicamente attraverso le Scritture che Gesù è il Cristo». At 18,23-28. Il problema dell’evangelizzazione oggi ha diverse radici. Una è certamente il nostro passato di “società cristiana”. Intendo dire che un tempo tutti si dicevano cristiani per cultura. Un italiano era un cristiano, per tradizione assodata. Sostanzialmente noi non siamo capaci di evangelizzare. Non ne abbiamo mai avuto bisogno. C’erano determinati usi e costumi che garantivano uno stereotipo del cristianesimo. I cristiani della prima ora avevano argomenti e verità da presentare. Eccome! Il mondo era pagano. C’era da lottare strenuamente per mostrare la ragione delle proprie idee. Oggi ci siamo annacquati. Essere cristiani vuol dire tutto e niente. Un’altra radice della fatica nell’evangelizzazione sta nel relativismo del pensiero. Leggiamo nel versetto che ho scelto per oggi che Apollo confutava i Giudei attraverso la Scrittura. C’era un elemento comune su cui fondare le argomentazioni. Oggi tutti possono dire quello che vogliono. Il proprio pensiero basta a garantire la legittimità di una scelta. Nessuno può sostenere di avere delle ragioni più stringenti rispetto ad un altro. Si passa per fondamentalisti, per presuntuosi, per antidemocratici, per non inclusivi. Eppure, proprio questo mondo ancora attende che qualcuno annunci il Vangelo. Buona giornata