«Tirarono a sorte fra loro e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli». At 1,15-17.20-26. Nella Chiesa i ruoli sono sempre esistiti. Il principio “uno vale uno” non ci appartiene. Piuttosto: “ognuno ha il suo ruolo”, dovremmo dire. Il ruolo non è un potere ma una responsabilità. I doni che il Signore ha dato – ad ognuno in maniera unica e originale – sono in funzione della comunione. È bello che ciascuno svolga il suo servizio riconoscendolo indispensabile. Il Papa non è più o meno importante del parroco della più sperduta parrocchia del mondo. Il Papa è fondamentale per l’unità della Chiesa e il parroco per l’unità della sua parrocchia. Il fatto che il Papa abbia una visibilità più imponente rispetto al parroco non importa. Se il Papa non avesse i parroci e i parroci non avessero il Papa sarebbe un disastro. Leggendo dell’elezione di Mattia come sostituto di Giuda nel gruppo dei Dodici per sorteggio mi ha fatto pensare. La comunità ha pregato, ha invocato lo Spirito, e poi ha accolto un volto. Tutti potevano svolgere quel compito, non c’era una corsia preferenziale. Non c’erano persone di serie A e di serie B. Bella la Chiesa dove non si spintona per emergere ma si serve secondo il bisogno nell’umiltà. Buona giornata