Forse ci piacerebbe poter vedere Gesù. Conoscerlo di persona. Ma ciò non è possibile. Gesù è un uomo, vissuto circa duemila anni fa, morto a trentatré anni, risuscitato e asceso al cielo. Come un qualsiasi uomo di questo mondo, limitato, è uscito dalla scena della storia. C’è il suo ricordo ma non la sua presenza fisica.
Però. Però Gesù è ancor più presente di quando era vivo nella carne. Nella carne ha vissuto in un fazzoletto di terra, in un lasso temporale limitatissimo. Ora è ovunque. Ovunque dove venga accolto. Ai discepoli ha assicurato che non li avrebbe lasciati soli ma sarebbe ritornato.
Il modo scelto da Gesù di essere presente è davvero originale. Non viene lui stesso ma chiede al Padre di mandarne un altro al suo posto. A Gesù non interessa calcare la scena a tutti i costi. Il suo compito l’ha egregiamente svolto nel nome del Padre. Ora, lo Spirito paraclito svolgerà altrettanto bene la sua missione nel nome del Padre. In questo è garantita la continuità.
È possibile, allora, conoscere Gesù? Direi proprio di sì. Nello Spirito che anima la Chiesa, in particolare attraverso i Sacramenti, vediamo, ascoltiamo, tocchiamo con mano il Verbo della vita. Il modo di mostrarsi di Dio non è presenzialismo. È presenza. Basta non avere precomprensioni.