Parola da vivere proposta dai nostri sacerdoti

Mt.3, 1-12 In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!». Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano. Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».

 

«Il regno dei cieli è vicino!»

Isaia profetizza che «un germoglio spunterà dal tronco di Iesse». Dio viene sempre nella storia ma come un germoglio, un semplice un inizio, un discreto venire alla luce. Occorrono occhi vigili per scorgerlo e accoglierlo. Occorre, pure, una custodia affinchè il germoglio non subisca il rigore delle intemperie veementi e muoia ancor prima del suo sbocciare. Sono tutti atteggiamenti propri dell’Avvento che ci sollecita alla contemplazione, al silenzio, alla preghiera…

D’altro canto leggiamo nel vangelo che «il Regno di Dio è vicino». La presenza di Dio è pervasiva, attraversa ogni realtà del mondo, per questo è vicina. Vicina non nel senso temporale ma spaziale: Dio è proprio accanto a noi, dentro di noi! Lo scrutare il tempo e le situazioni non ci deve portare lontano: concentriamoci sull’ordinario, sul feriale, sulla concretezza del nostro vivere.

Il mondo in cui viviamo ci manda una serie infinita di stimoli e l’orientamento di tutti è volto alle novità e ai cambiamenti, così che viviamo distrattamente e l’essenziale, che costituisce il centro della vera gioia, ci scivola via inesorabilmente. L’Avvento ci invita alla calma, alla lentezza, al silenzio, all’intimità: non lasciamoci sfuggire questa opportunità per un vero recupero della carne nella sua sorprendente essenzialità!