III DOM DI PASQUA – 26 APRILE 2020

Dal Vangelo secondo Luca 24, 13-35

Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo……………………..Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!».

LA PAROLA DA VIVERE PROPOSTA DAI NOSTRI SACERDOTI

“I LORO OCCHI ERANO IMPEDITI A RICONOSCERLO”

Uno scrittore spagnolo, Jose Angel Gonzales Sainz, ha scritto in questi giorni di pandemia queste due frasi:

“Nella vita di un paese o di una persona, ci sono momenti in cui la realtà, la realtà più concreta e oggettiva (…) irrompe improvvisamente con una violenza spaventosa a cui non eravamo abituati. La realtà non diventa reale in quel momento, era sempre stata reale, era lì fin dall’inizio, ma la sua maggior leggerezza ci ha permesso di non guardarla continuamente faccia a faccia. Quando ciò che sta al fondo effettivo e indiscutibile delle cose, che le sostiene tutte, scoppia improvvisamente e dilaga sfuggendo al controllo – e alla vertigine – della parte illusoria della nostra vita, la visione delle illusioni in cui abbiamo vissuto e dalla quale abbiamo considerato la realtà, trema”

“La realtà (…) era lì, ma non l’abbiamo vista. ora ha irrotto in modo rumoroso(…). La realtà è entrata senza chiedere permesso(…) Ora ciò di cui abbiamo bisogno è di rendere le viscere della realtà il cuore dell’intelligenza”.

Trovo molto vere le parole di questo scrittore su questi giorni che stiamo vivendo.

Credo siano adatte anche per descrivere ciò che hanno vissuto i discepoli di Emmaus dopo la morte di Gesù.

In quei giorni tutte le loro convinzioni hanno tremato, però la realtà di un Dio che muore e che si “spezza” è diventata il cuore dell’intelligenza che gli ha permesso di tornare a vedere e riconoscere Gesù.