XV T.O. 14 LUGLIO 2019 Lc 10, 25-37
E chi è il mio prossimo?
La domanda del dottore della legge dà a Gesù l’occasione di raccontare
la parabola del buon samaritano. Capire chi è il prossimo mettendolo insieme con la volontà di Dio sul nostro atteggiamento verso il prossimo stesso rappresenta un passaggio fondamentale dell’esperienza religiosa cristiana. L’unico sacrificio, quello di Gesù sulla croce, che si perpetua nell’eucarestia, è infatti per voi e per tutti. L’ umanità intera è stata il
” prossimo” per cui Gesù ha vissuto la sua vita e la sua morte. Da un certo punto di vista la parabola del buon Samaritano diventa il documento programmatico di come si accoglie quel Regno di cui ci hanno parlato i vangeli di queste ultime domeniche.
Gesù, il Dio fatto uomo, ci insegna a mettere l’uomo al centro del nostro impegno religioso. L’altro, che spesso ci appare come il problema, il nemico, l’ostacolo alla mia felicità, viene letto, nella prospettiva evangelica, come la strada maestra che porta a Dio. La Parola arriva ad affermare non potete amare Dio che non vedete se non amate il fratello che vedete.
Facciamo nostra la verità di questa parabola per seguire più da vicino il cammino di Gesù

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