PENTECOSTE – B – 20 MAGGIO 2018
«Molte cose ho ancora da dirvi» (Gv 16,12a)

Poco prima di ascendere al cielo, Gesù dichiara ai suoi apostoli che il rapporto che li lega a lui è destinato a continuare, che la distanza fisica è nulla per Dio, perché ci sono ancora molte cose che deve dire loro. Ad essere diverso sarà da quel momento in poi il metodo comunicativo. Concluso il tempo degli insegnamenti alle grandi folle per bocca di Gesù, entra in gioco un nuovo comunicatore: il Paràclito, lo Spirito della verità. Dio promette che sarà sempre presente nella vita degli uomini attraverso il dono del suo Spirito Santo.
Forse meno umanizzata – perché lo Spirito non ha corpo visibile come il Figlio – la relazione nuova dell’uomo con Dio non perde certo di intensità. Al contrario, lo Spirito che inabita in noi è testimone di tutto quello che il Cristo ha detto e fatto e, in forza del legame sacramentale che ci unisce a lui, ha il potere di condurre la vita dell’uomo che si lascia guidare sulla via del Vangelo che Gesù ci ha lasciato.
La Pentecoste è la festa in cui rinnoviamo la nostra accoglienza al dono dello Spirito Santo, che nel Battesimo e nella Cresima si è posato su di noi per non lasciarci mai più. Chiunque riesce a fare spazio nella sua vita al Signore unico Dio, Padre, Figlio e Spirito, scoprirà nella quotidianità la verità profonda della propria esistenza, scoprirà l’essenza divina che da sempre porta iscritta nel profondo del cuore.
In questi giorni raccogliamoci tutti attorno ai novantuno cresimandi della nostra Comunità e lasciamo che la loro freschezza rinvigorisca anche la nostra adesione alla chiamata che Dio ci ha rivolto.