«Non lasciarvi troppo presto confondere la mente e allarmare né da ispirazioni né da discorsi». 2Ts 2,1-3a.13-17. Un tempo la comunicazione era molto ridotta. Anche la cultura era appannaggio di pochi. Ad avere peso erano le parole del prete, del medico, del maestro, del sindaco e del farmacista. Se queste erano persone equilibrate e sapienti, tutto il paese godeva di una certa serenità. Altrimenti vigeva una sorta di dittatura del pensiero. Era effettivamente un rischio. Oggi, corriamo il rischio opposto. La comunicazione è invasiva. Parole, messaggi, pensieri, risuonano da ogni parte. Chi è più suadente riesce ad ottenere audience, chi non ha grande abilità comunicativa, anche se valido, non ottiene alcuna attenzione. Siamo in balia di tutti. Difficile arginare la rete con tutta la valanga social di cui è letteralmente invasa. Che cosa è vero? Chi comunica con cognizione di causa? Chi ha davvero il desiderio di compiere un servizio ad una sana informazione? Molti si lasciano irretire da imbonitori che scaldano gli istinti più bassi. Si fa fatica a riconoscere chi c’è dietro a tutta una serie di notizie. Bene: il suggerimento di san Paolo mi pare illuminante. Stiamo attenti ad abbandonare troppo in fretta ciò che ci è stato insegnato per novità dell’ultimo minuto… restiamo saldi nella verità. Buona giornata