«Legano fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente». Mt 23,1-12. Quando un genitore prova a dare delle regole a un figlio adolescente generalmente si sente contestato. L’obiezione, di solito, verte sulla coerenza. I figli sono attentissimi nell’osservare i comportamenti dei genitori e se in qualcosa sono trovati mancanti sicuramente vengono rintuzzati. La stessa cosa è dei fedeli nei confronti dei preti o dei vescovi: non si accettano regole e direttive da parte di chi, palesemente, differisce da esse con il proprio esempio. Anche nei confronti dei politici accade la medesima cosa. Cosa fare? Nessuno più ha la responsabilità e l’autorità per definire norme e comportamenti secondo criteri di giustizia? Se possono parlare solo le persone che hanno una condotta irreprensibile dovremmo vivere senza più guide e autorità. Forse è un po’ utopistico. Gesù dà un suggerimento importante: evitare richieste troppo onerose che demotivino un cammino di conversione. C’è bisogno di una sana legge della progressione per favorire 03un adattamento delle regole al cammino dei singoli. Inutile imporre doveri che l’uomo non possa sostenere. Si tratta di un abuso di potere intollerabile. I principi vanno dati. Si tratta di un dovere di responsabilità. Ma prima di tutto bisogna esercitare una paternità. Proprio come è nello stile di Gesù. Buona giornata