«Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene». Mc 6,7-13. Come sempre, la Parola di Dio non va presa alla lettera. Soprattutto non va letta staccandola dal contesto in cui è stata pronunciata. A partire da queste parole che ho riportato dal vangelo di Marco qualcuno potrebbe sostenere la necessità di fuggire le contrarietà per scegliere contesti più accomodanti. Potrebbe voler dire cercare l’accondiscendenza a tutti i costi, respingendo ogni critica e ostilità. In realtà, non è questo che Gesù ha voluto dire. Basta prendere l’altra pagina del Vangelo dove si parla del buon pastore. Chi è il buon pastore? Quello che rimane con le sue pecore anche quando arriva il lupo. Quello che quando una pecora si smarrisce va a riprenderla. Il pastore non è come il mercenario che, appena arriva un problema, se ne va pensando solo alla sua incolumità. In sintesi: certo, non si deve essere insistenti con coloro che si dichiarano indifferenti al Vangelo ma nemmeno è giusto abbandonarli a loro stessi. Occorre amare tutti, anche quelli che non manifestano alcuna adesione alla fede. Gesù, ad esempio, è morto proprio tra due malfattori. Non ha fatto la morale a nessuno. Ma il suo essere lì è stata l’occasione per un peccatore di redimersi all’ultimo minuto. Buona giornata