«Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori». Lc 2,16-21. I racconti della nascita di Gesù sono da collocare dentro un contesto rurale molto semplice. Mi immagino l’avvenimento della nascita di un bambino dentro un piccolo borgo di pastori. Tutti sanno di tutti. Ciò che accade al vicino è vissuto come un evento famigliare. La stalla di Betlemme sarà stata attorniata dalle persone del posto. Molti si saranno prestati per un aiuto. Qualcuno semplicemente per curiosità. La vita era comunque una bella notizia, affare di tutti. Forse facciamo fatica a capire oggi il contesto. Nel nostro mondo tutto è privatizzato, è affare della stretta cerchia dei legami famigliari e amicali. È rimasto un piccolo segno comunitario nel fiocco che molti ancora appongono alla porta di casa… Fatto sta che quando nasce Gesù c’è qualcosa che si aggiunge a tutto quel fermento di paese: dei pastori parlano di angeli, di annunci altisonanti. Ogni parola detta risuonava con forza tra chi ascoltava. Ogni parola interrogava e suscitava stupore. Poche persone voleva dire poche parole. Per questo le parole avevano un potere rivoluzionario. Oggi siamo sommersi da parole. Contano sempre meno. Non ci stupiscono più. Nè quelle belle nè quelle brutte. Ma senza la potenza rivoluzionaria della Parola non c’è possibilità di incontrare Dio… Buona giornata