«Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena». 1Gv 1,1-4. Mi ha colpito il fatto che Giovanni scriva “perchè la gioia sia nostra”, non vostra. Il Vangelo lo si annuncia non per convincere qualcuno ma per raccontare un’esperienza personale. Non è un prodotto da vendere, su cui fare pubblicità per convincere. Il Vangelo è bellezza e verità incontrate che trasudano dalla testimonianza di chi ha visto e ne ha toccato con mano l’autenticità. Giovanni, quando scrive di Gesù, non deve fare uno sforzo intellettuale abnorme, ma semplicemente raccontare ciò che gli ha cambiato la vita. Quando sento qualcuno che dice che il Vangelo è difficile da capire rispondo “perchè non ne hai fatto esperienza”. Il Vangelo è semplice perchè è storia, non è ragionamento. L’evento cristiano ha a che fare con gli occhi, le orecchie, le mani. Provo a spiegarmi: se dovessimo raccontare l’amore dei nostri genitori non dovremmo fare altro che riferirci a fatti successi , a momenti vissuti, a esperienze accadute. Non occorre fare ragionamenti o astrazioni: è la vita che parla. Ecco: l’evangelista Giovanni, quando parla di Gesù, anche se fa discorsi molto profondi, si riferisce sempre a ciò che ha sperimentato. È la gioia che ha dentro a spingerlo a raccontare. Buona giornata