«Stefano, pieno di grazia e di potenza». At 6,8-10.12; 7,54-60. Ci sono uomini e donne che compiono grandi imprese nella vita, sia a livello professionale che a livello sportivo. Si tratta di persone dotate di intelligenza e di caparbietà non comuni. Non hanno certamente raggiunto tali obiettivi bighellonando ma investendo energie, tempo, sacrifici, non indifferenti. Tanto di cappello. Personalmente non mi sento attratto da questo tipo di vita. Al contrario, mi affasciano quegli uomini e quelle donne che intraprendono con determinazione la via impegnativa della santità. Mi attraggono perché capisco che ciò che compiono non scaturisce dalla sola loro iniziativa ma è sostenuto dalla grazia di Dio. Mentre le imprese mondane sono espressione di individui estrosi, quelle dei santi sono manifestazione di una comunione. Negli eroi emerge più l’IO ì, nei santi più DIO. Guardando a Stefano, si capisce benissimo che il suo modo di agire non può essere ridotto ad una semplice iniziativa umana. È palese che Stefano non dice parole sue. Stefano si esprime esattamente come Gesù nel momento in cui viene condannato a morte. È Stefano che parla ma le parole non sono sue. Vive in Cristo, con Cristo e per Cristo. Guardando e sentendo Stefano si vede Gesù! Questa è la bellezza della santità! Buona giornata