«Come sono belli sui monti i piedi del messaggero che annuncia la pace». Is 52,7-10. Penso a tutti i popoli in guerra. Che Natale sarà? Ancor più drammaticamente: lo attenderanno ancora? Cadono le braccia quando non si vedono spiragli di riconciliazione. Soprattutto, cadono le braccia constatando di essere inermi di fronte alla testarda lotta dei potenti. Gli uomini vogliono la pace. La guerra è palesemente un gioco tra gente estraniata dalla realtà. Perchè non si fanno dei referendum per decidere se fare le guerre o no? È chiarissimo: vincerebbe a mani basse il no. E l’industria bellica? E l’economia? Questi sono i moloch a cui si immolano tragicamente troppi uomini… Quanto è desiderabile che arrivi qualcuno che annunci la pace! Non appena giunge notizia di una tregua tutti ci sentiamo sollevati. Ecco: viene Gesù! È il messaggero della pace! Egli viene a portare la pace! Come vorrei entrasse nel cuore dei responsabili di tutte le guerre e rendesse evidente alle loro coscienze l’assurdità di tutte queste morti. Siamo fratelli. Non c’è più russo o ucraino, non c’è più palestinese o israeliano, non c’è più cristiano o mussulmano! È abbattuto ogni muro di divisione! Questa è la pace! Siamo tutti uno in Cristo Gesù! Buon Natale